Cappella di S. Andrea dell’Università dei Pescivendoli
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Luogo: Rione Sant’Angelo, Roma
Data: 2023 – 2024
Intervento: restauro della cappella e dei dipinti mobili
Committente: Soprintendenza Speciale Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Roma
Incarico: progetto di fattibilità tecnico economica, progetto esecutivo
Ruolo: progettisti incaricati
Gruppo di lavoro: CHVL Architetti Associati; Consulenti: KeoRestauro s.n.c
Sotto la sorveglianza speciale della Soprintendenza di Roma: Dott.ssa Alessandra Acconci














La cappella di Sant’Andrea fu acquisita dall’Università dei Pescivendoli nel 1579 e ricostruita a sue spese nel 1583. Governata da propri statuti, nel tempo godette di costante manutenzione. Soppressa alla fine del XVIII secolo con decreto di Pio VII, era stata in precedenza riedificata tra il 1579 e il 1619 e oggi si trova accanto al presbiterio.
L’altare, in marmi policromi, presenta un tabernacolo sormontato da timpano sostenuto da colonne corinzie. La cappella ha pianta rettangolare e volta a vela decorata con stucchi dorati a motivi geometrici, ovoli, dentelli e ornati vegetali. I pesci raffigurati alludono alle specie vendute nella Pescaria del Portico Severiano. Il pavimento in opus sectile mostra al centro lo stemma dell’Università con un pesce, un cervo e due oche, simboli rispettivamente di attività, nobiltà e fedeltà. La cappella fu riconsacrata nel 1727 da Benedetto XIII.
Nel 1618-1619 Innocenzo Tacconi realizzò i dipinti murari della volta, suddivisi in cartelle entro cornici in stucco: vi sono rappresentate scene della vita di Sant’Andrea, gli Evangelisti, l’Annunciazione e episodi della vita di San Francesco e di Santa Francesca Romana.
La maggior parte dei danni provocati alla Cappella di Sant’Andrea derivano dall’umidità di risalita capillare proveniente dal basso e dalle infiltrazioni di acque meteoriche discendenti dall’alto. Tutti i lavori, i restauri, le ricostruzioni volute durante il corso dei secoli sono state eseguite per cercare di arginare questi fenomeni che da sempre affliggono l’edificio in maniera endemica. Recenti restauri (Carbonara) hanno permesso di migliorare le condizioni dell’edificio e stabilizzare le cause del degrado.
Il progetto viene messo in atto a partire dagli interventi preliminari conoscitivi e documentali, siè proceduto al restauro per elementi materici: Marmi; Stucchi; Dipinti murali a fresco; Dipinti a calce e a tempera.
Si è svolto anche il restauro di un ciclo pittori coda ricollocare nella sacrestia.
