Restauro del presbiterio con affreschi degli Zuccari
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Luogo: Roma
Data: 2023 – 2024
Intervento: Restauro del presbiterio e degli affreschi
Committente: Soprintendenza Speciale Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Roma
Incarico: progetto di fattibilità tecnico economica, progetto esecutivo
Ruolo: progettisti incaricati
Stato: Completato
Gruppo di lavoro: CHVL Architetti Associati (capogruppo); Consulenti: KeoRestauro s.n.c, arch. A. Giovannoni
Sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza di Roma: Dott.ssa Alessandra Acconci















La chiesa attuale di impianto cinquecentesco presenta una decorazione ad affresco ed a stucco, realizzate a partire dalla metà del Cinquecento e lungo l’arco dei due secoli successivi, testimonianza di un gusto ed una disponibilità economica della Confraternita dei Fruttivendoli che permisero di ingaggiare personalità artistiche di spicco come Taddeo e Federico Zuccari, come l’architetto stesso della chiesa Jacopo Barozzi da Vignola, il pesarese Niccolò Martinelli ed infine Giovanni Baglione.
La proposta progettuale è incentrata sul recupero dell’area absidale di Santa Maria dell’Orto attraverso il restauro delle superfici dipinte, in stucco dorato e delle superfici. L’obiettivo generale è il pieno recupero della funzione liturgica, al quale si intende pervenire assicurando l’eliminazione di possibili pericoli all’incolumità pubblica e insieme la piena restituzione dei valori estetici del presbiterio che presenta uno stato di degrado estremamente diffuso per cause in gran parte collegabili a problematiche connesse all’umidità del luogo, risanate a seguito dei lavori di bonifica recenti.
La zona absidale di Santa Maria dell’Orto è stata, negli ultimi anni, oggetto di diversi interventi che non hanno risolto il problema dell’umidità di risalita. L’altare è segnato da un avanzato stato di degrado: le varie parti costituenti, in particolare il rivestimento marmoreo di modesto spessore, non è più presente: molte lacune sono il risultato di incongrui interventi stratificatisi nei diversi anni.
Gli affreschi di Taddeo e Federico Zuccari e del Baglione, si presentavano in un forte stato di degrado, soprattutto nella zona bassa dove è presente un problema di risalita d’acqua per capillarità che lascia tracce inconfondibili.
Il restauro, fondato sullo studio delle fonti storiche archivistiche e sulle indagini in situ, ha riportato in luce parti di tracciato e coloriture fortemente alterati.
Il restauro ha coinvolto tutto l’appartato decorativo del catino absidale: marmi policromi, dipinti murali, stucchi dorati. L’esito del lavoro è di nuova valorizzazione e riscoperta degli elementi decorativi, fino alla tram narrativa del ciclo pittorico.
