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Prefettura Oristano

Nuova sede della prefettura di Oristano

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Luogo: Oristano (OR)
Data: 2025
Intervento: Concorso di progettazione a procedura aperta, in unico grado e in forma anonima
Esito: Menzione d’onore
Ruolo: capogruppo
Gruppo: CHVL Architetti Associati(capogruppo), Sequas Ingegneria, Studio Zaffina, PPAN, arch. Claudia Clementini, arch. Lorenza Bartolazzi, arch. Beatrice Pizzicaroli, Alesandro Melis, archeologa Anna Luisa Sanna, ing.Efisio Fa, ing.Claudio Aloisi, ing. Fabizio Bolognini, dott. Filippo Ibba, dott. Gabriele Costa

Il progetto di riqualificazione del complesso carcerario di piazza Manno si inserisce nel cuore del centro storico di Oristano, luogo denso di stratificazioni storiche, memorie urbane ed identità collettive. Un contesto in cui la trama delle strade, degli spazi costruiti e degli spazi aperti racconta secoli di continuità e trasformazioni, dando forma alla vita della comunità. Sorto nell’area dell’antico castello medievale, lungo la cinta muraria meridionale della città, il complesso ha conosciuto un utilizzo detentivo protrattosi per oltre cinque secoli, diventando nel tempo una cesura fisica e simbolica nel tessuto urbano: uno spazio chiuso, inaccessibile e percepito come estraneo alla città.

L’intervento propone oggi una profonda inversione di significato: da luogo precluso a spazio pubblico, da margine urbano a nuova soglia civica. Il progetto di restauro e riuso mira a restituire il complesso alla comunità, trasformandolo in un luogo istituzionale, civile e culturale, capace di rappresentare la vicinanza dello Stato ai cittadini e di aprirsi a nuovi usi e narrazioni.

Il concept progettuale si ispira alla metafora della “cerniera sartoriale”, richiamo alla tradizione tessile sarda, intesa come elemento capace di ricucire e connettere. La valorizzazione dell’esistente si articola in tre obiettivi principali: ricostruire le connessioni urbane interrotte; attivare nuovi usi civici e culturali aperti alla collettività; rafforzare il senso di appartenenza e attrattività del luogo.

Nel rispetto delle indicazioni del Piano Particolareggiato del Centro Storico e delle prescrizioni della Soprintendenza, l’intervento adotta un approccio di restauro conservativo e filologico, attento alla tutela delle componenti architettoniche, storiche e simboliche. Gli inserimenti contemporanei, puntuali e riconoscibili, dialogano con l’esistente secondo criteri di distinguibilità, reversibilità e intervento minimo. La riqualificazione degli spazi aperti, l’attenzione alla sostenibilità ambientale, l’uso di materiali e saperi della tradizione locale e lo sviluppo di un’accessibilità inclusiva secondo i principi dell’Universal Design completano una visione progettuale che restituisce alla città un nuovo accesso al centro storico e una rinnovata relazione tra memoria, architettura e vita urbana.