Progetto di residenza universitaria negli spazi dell’ex convento dei carmelitani scalzi a Lecce
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Luogo: Lecce (LE)
Data: 2021
Intervento: Concorso di progettazione a procedura aperta in due fasi
Committente: a.di.s.u. Puglia
Esito: partecipazione prima fase
Ruolo: capogruppo
Gruppo di lavoro: CHVL Architetti Associati; Consulenti:Tari-Architects, arch. Francesco Stapane, arch. Mario Maiorani, arch. Costanza Pierdominici










Il progetto nasce dal dialogo tra la tutela del valore storico-architettonico dell’ex convento e l’inserimento di nuovi interventi contemporanei. L’obiettivo è preservare gli spazi di maggior pregio e, allo stesso tempo, introdurre elementi autonomi, riconoscibili nel loro linguaggio contemporaneo, capaci di reinterpretare la vitalità del giardino interno e la complessità plastica delle coperture, offrendo un’esperienza fisica, percettiva ed emozionale.
Il percorso pubblico collega via Libertini e via Basseo al cortile centrale, trasformato in un vero giardino mediterraneo con palme, vegetazione locale e una fontana che richiama l’antico pozzo. In questo spazio si inserisce una struttura indipendente in metallo bianco traforato, composta da scala, ballatoi e ascensori, che garantisce l’accessibilità a tutto l’edificio e conduce a un nuovo spazio pubblico in copertura. Qui una passeggiata ombreggiata, con pergole dotate di pannelli fotovoltaici integrati in elementi ceramici, dialoga con il paesaggio urbano e la vegetazione.
La distribuzione funzionale dello studentato è organizzata per blocchi: al piano terra trovano posto uffici, servizi generali e spazi collettivi come biblioteca ed emeroteca; le aree centrali e quelle lungo via Person ospitano attrezzature culturali e ricreative. Gli alloggi si sviluppano al primo piano con moduli abitativi flessibili, mentre i servizi di supporto sono collocati vicino alla chiesa di S. Teresa.
Il sistema, basato su nuclei integrati, sfrutta le altezze delle volte con soppalchi e livelli intermedi per offrire soluzioni abitative diversificate, mantenendo intatta la morfologia storica degli spazi, in ottica di leggibilità e riconoscibilità dell’intervento.
