
Amore, cura e attenzione.
Siamo arrivati all’orizzonte del nuovo anno. É tempo di considerazioni. Da poco sono stato invitato ad aprire un convegno all’ordine degli architetti di Roma organizzato da Roma Capitale: dall’assessorato di Tobia Zevi. Un evento veramente interessante per ragionare e confrontarsi con entità internazionali che si occupano di abitare. Il giorno prima dell’ apertura del convegno l’assessore Zevi mi ha pregato di non essere prolisso. Avevo a disposizione 3 minuti!
C’era la necessità quindi in tre minuti di andare al cuore della questione. Cosa significhi abitare in una casa, l’importanza di avere un tetto sopra la testa dove abitare, ma anche come questi tetti si relazionino gli uni con gli altri, anche attraverso la cura dello spazio pubblico; come gli edifici si relazionino con i servizi, come le varie parti della città siano interconnesse, come far crescere correttamente la città, come recuperare brani di città cresciuti male, come recuperare le relazioni sociali corrette di coloro che pur avendo un tetto sopra la testa fuori casa trovano il deserto e si affidano a proposte miopi e alternative a quelle che dovrebbe dare una città alla sua società, quali siano le leggi da modificare, quali quelle da fare ecc ecc ecc
Ma in tre minuti tutto questo non si poteva dire! Ci siamo un poco confrontati con Valeria e mi sono accorto che forse non era proprio il cuore della questione. Cuore. Cuore, cuore, cuore. Eccoci lí di nuovo a pensare che davanti a Sindaco, assessori e tantissime personalità estere, l’unica parola dirompente che avrebbe immediatamente potuto dar senso all’intervento. Parola sulla quale dovrebbe essere basata ogni nostra attività di essere umani, quella che racchiude ciò che ci dicevano costantemente i nostri genitori: fai le cose con attenzione, mettici la passione..mettici il cuore, non fare le cose tanto per farle perché tutto è collegato, le tue azioni incidono sugli altri.
Mentre pensiamo queste cose ci si mette anche la radio! Antonello Venditti canta “Nata sotto il segno dei pesci”: “Mi chiedevi: che ti manca, una casa tu ce l’hai! Hai una donna, una famiglia che ti tira fuori dai guai, ma tutto quel che voglio pensavo è solamente amore ed unità per noi e meritiamo un’altra vita. Tutto quel che voglio lo giuro è solamente amore! Marina insegna in una scuola, vive male e insoddisfatta si capisce perché è sola, ma tutto quel che cerca e che vuole è solamente amore! Giovanni è un ingegnere che lavora in una radio, ha bruciato la sua laurea e vive solo di parole e tutto quel che cerca e che vuole è solamente amore!”
A Marina e Giovanni non serve solo abitare e dormire sotto un tetto. A loro serve una società che operi secondo attenzione ed amore per gli altri. Dove le loro vite trovino un senso all’interno di un progetto comune. Tutto prende vita e senso in un unico contesto collettivo dove gli uni e gli altri operano insieme e per i medesimi fini. Avere amore e cura a livello politico coincide con il dare possibilità, costruire trampolini di lancio, aprire porte, offrire spazi, oltre chiaramente dare un tetto. Questa educazione al bene comune è altamente contagiosa e, cosa affatto secondaria, non considera il contrasto, la competizione e la guerra come un’opzione possibile di soluzione dei problemi.
In fondo è questo il vero senso della vita. Non c’e’ buon governo senza amore, cura e attenzione per gli altri.
Auguriamo a tutti uno straordinario 2026 che speriamo possa nascere sotto un nuovo e positivo segno: magari quello dei pesci!
CHVL
Christian Rocchi e Valeria Caramagno.
