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Ex Manifattura Tabacchi_ Torino

Riqualificazione urbanistica, architettonica e funzionale del complesso storico

/ Code

Luogo: Torino (TO)
Data: 2023
Intervento: Concorso internazionale di progettazione in due fasi per la riqualificazione del complesso storico dell’ExManifattura Tabacchi di Torino
Committente: Agenzia del Demanio
Esito: partecipazione
Stato: concluso
Gruppo di lavoro: arch. Stefano Pujatti (capogruppo), Peluffo & partners architettura srl, Engeko scarl, CHVL architetti

L’obiettivo del bando era quello di creare nella Ex manifattura Tabacchi un nuovo sistema di spazi che valorizzino i manufatti storici esistenti, di cui alcuni moderni di Pier Luigi Nervi, e li trasformino in un nuovo polo culturale e sociale contemporaneo capace di operare alla micro scala come alla macro scala. Il sito riqualificato instillerà nuova energia in una zona oggi trascurata, catalizzando attività attrattive per tutta la cittadinanza.

Il progetto sovverte l’ordine richiesto in fase di concorso: piuttosto un nuovo edificio archivio per lo più inaccessibile al pubblico si propone la realizzazione di una nuova piazza che valorizzi una delle più belle viste della collina torinese e che possa competere sia a livello paesaggistico che a livello sociale come Piazza Vittorio al termine di Via Po, e riqualifichi il fronte del fiume.

Il progetto prende le mosse da una scelta fondamentale: la scelta di NON costruire nuovi fabbricati edilizi fuori terra e di alloggiare invece l’archivio richiesto dal bando (sia compattato che meccanizzato) in una grande sala interrata.

Si tratta di una scelta radicale che presenta 5 grandi benefici strategici, spaziali ed economici:

  • stabilire uno vero scrigno protetto per la memoria cittadina e piemontese;
  • generare un grande spazio sociale (da chiamarsi Piazza Superga) capace di innervare di vita sia il polo culturale che la città intorno;
  • rivitalizzare l’intero complesso storico delle ex-manifatture tabacchi
  • generare una ‘porta’ ad un sistema di mobilità dolce che si svolga su entrambe le sponde del Po;
  • limitare significativamente l’investimento perché quasi tutto lo spazio necessario alla prima fase (circa metà dello spazio totale utile all’archivio) è già scavato (locali interrati esistenti)